Wednesday, November 25 2009  
 
Mifugo Ni Mali
Nonostante continui a usare soltanto lance è una delle tribù più temute e forti

Titolo: ‘MIFUGO NI MALI’ (‘la mandria è ricchezza’)
Lunghezza: 50 min
Formato: dv-cam
Produttore: Cultural Video Foundation
Regista: Alessandra Argenti, Franco Consales





Sinossi:
Finalmente i Masai parlano, prendono la parola, spiegano chi sono e quale potrebbe essere il loro futuro. Il rapporto col mondo occidentale, i cambiamenti del mondo e i cambiamenti dei villaggi.
I Masai pur vivendo senza energia elettrica senza acqua corrente sanno che fuori c' è un mondo diverso e il capo Masai vuole instaurare un dialogo. Un rapporto creato con lo strumento del video. E' fondamentale per i Masai la comunicazione col mondo esterno: se finora la cultura Masai è sopravvissuta perché la loro civiltà si è sviluppata nelle zone più interne dell'Africa ora i capi villaggi sanno che l'apertura e la comunicazione col mondo esterno attraverso il video è un modo per arricchire la propria cultura e quella degli altri popoli.
Il forte bisogno di comunicare, l'esigenza dello scambio culturale si percepisce in ogni momento nel villaggio Masai: dai momenti di conversazione all'interno della booma (il gruppo delle case dei Masai) alle celebrazioni del Natale. L'atmosfera che si respira è carica di energia, l'introduzione delle camere all'interno della comunità, crea emozioni sia per chi si trova dietro la camera che tra gli stessi Masai.
Il bisogno e l'urgenza dei Masai di raccontarsi attraverso un film è percepibile nei singoli momenti della giornata quando si preoccupano con cura di chiamare l'operatore per ogni singolo evento accaduto all'interno del villaggio come ad esempio la ricostruzione dei tetti, la mungitura, la pulizia degli zoccoli delle pecore, la vaccinazione del bestiame, la creazione delle cinghie di cuoio per legare i tori più irrequieti.
Questo bisogno consapevole emerge in maniera dirompente anche durante i momenti rituali e di festa: le danze, i canti antichi, le conoscenze dei dottori delle erbe, i racconti degli anziani rischiano in pochi anni di andare perduti a la telecamera serve per darne testimonianza anche alle generazioni future.
La sera durante gli incontri con gli anziani questo bisogno di apertura, scambio, comunicazione si concretizza in un invito diretto al mondo occidentale. Invito a interessarsi alla vita Masai, le loro tradizioni. L'invito è anche a prender parte alla costruzione di scuole e strutture sociali per i quali adesso riconoscono l'importanza.

Idea dell’autore:
La necessità di un confronto con una realtà completamente diversa, non evoluta nasce anche da parte dell’occhio occidentale.
La vita Masai è in totale armonia con la natura: nessun tipo di inquinamento, nessuno spreco. Agli occhi di un occidentale questo è il mondo di 100 anni fa, ma la vita quotidiana nella booma Masai non è impossibile: scorre lentamente, la giornata è densa di momenti ricchi di significati dal risveglio al tramonto. Il momento del chai (il thè) mattutino esprime una serenità e una qualità della vita lontani dai ritmi frenetici occidentali. Dalla genuinità dei prodotti alimentari, all'assenza di rumori molesti, alla qualità dell'aria, alla totale assenza di spreco di acqua. Ad esempio anche se può esser faticoso recarsi al fiume per lavare le stoviglie, lavare i vestiti e il proprio corpo, in realtà l'utilizzo del solo ruscello consente a tutti il libero accesso all'acqua.
L'energia elettrica è un altro motivo di confronto con l'occidente. La vita tra i Masai scorre naturalmente usando solamente l'energia fisica, delle persone e degli animali.

La scoperta di questo mondo fa riflettere. Le notizie sull'ambiente che ogni giorno provengono dagli studi di ricerca ci danno un quadro del mondo al limite della sopravvivenza, con pochi anni di vita a causa di inquinamento e sovrasfruttamento delle risorse naturali. Nasce il bisogno assolutamente necessario di un confronto con un altro mondo. Un mondo più rispettoso per la natura e gli esseri viventi.
Riflettendo su tutti i problemi dell'ambiente nasce spontanea la domanda se effettivamente il nostro mondo occidentale sia effettivamente più evoluto di quello dei Masai. Ovviamente la risposta è soggettiva e dipende dal punto di vista con cui si vede il mondo. Il mondo dei Masai propone un modello di sviluppo che nel linguaggio comune definiremmo "arretrato" ma che sposa in modo estremamente armonico le esigenze della natura.
Non si tratta quindi di copiare le tecniche Masai per risolvere i problemi del mondo, come ad esempio tornare a usare l'acqua dei ruscelli. Ma l'insegnamento Masai consiste nel rispettare e capire le esigenze della natura.
Non a caso prima che arrivassero i missionari cattolici nei territori Masai la credenza principale era la pioggia. Grazie a essa i campi sono verdi e il bestiame si nutre e se il bestiame vive bene ed è ben nutrito la comunità Masai vive nella prosperità.
Il luogo fisico dove vivono i Masai è un altro motivo urgente di confronto. Questa realtà bucolica lontanissima dal mondo consumista vive oggi nelle uniche zone dove gli antichi colonizzatori inglesi non sono riusciti a insediarsi. Non sono riusciti a vincere nessuna battaglia contro il pacifico popolo Masai che nonostante continui a usare ancora soltanto affilatissime lance è una delle tribù più temute e forti.
La colonizzazione europea dopo aver rimosso le culture locali della costa africana non è riuscita a penetrare nelle zone interne.Troppo complicata la vita all'interno per mancanza di acqua e collegamenti. Il mondo Masai rappresenta un patrimonio fondamentale per l'umanità e obbliga a riflettere per una maggiore comprensione della nostra realtà quotidiana.

 
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